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Nato il 22 ottobre 1811 in un piccolo villaggio chiamato Doborjan (Raiding in austriaco e sede oggi del museo Liszt) nella parte più occidentale dell’Ungheria, Franz Liszt è oggi uno dei compositori più stimati della storia della musica, la cui influenza e idea compositiva riuscì ad andare ben oltre le sue doti di virtuoso al pianoforte, arrivando ad influenzare direttamente gran parte la musica sia pianistica che sinfonica del XX secolo.

 

  

Infanzia 1811-18:

Il padre, Adam Liszt (1776–1827), già pianista, violoncellista e cantante, lavorava presso la corte della famiglia Esterházy dove divenne amico di Joseph Haydn, la madre Maria Anna Lager (1788–1866) era invece di famiglia povera e prima di incontrare nel 1810 Adam Liszt era cameriera a Vienna.

Le qualità musicali del giovane Franz si manifestarono in età precoce, già a sei anni, mentre il padre suonava un concerto di Ferdinand Ries Liszt riuscì a memorizzare e poi a ripetere a memoria e per intero uno dei temi del concerto, da quel giorno Franz ricevette lezioni regolari direttamente dal padre che avvicinò il figlio alle composizioni di Mozart, Bach e Hummel, quest’ultimo uno dei più stimati pianisti compositori dell’epoca. Ci vollero solo pochi anni per Franz per padroneggiare gran parte del repertorio pianistico tanto che il padre, nel novembre del 1820, volle presentare le qualità musicali del figlio per la prima volta in un concerto a Oedenburg dove Liszt si esibì nel concerto per pianoforte in mib maggiore di Ries e in alcune improvvisazioni su temi del pubblico. Il concerto fu un tale successo che immediatamente il padre decise di puntare più in alto e di organizzare un nuovo concerto a Pressburg al cospetto dell’alta nobiltà ungherese. Il concerto, mirato a trovare un patrocinatore per lo studio ed il mantenimento del piccolo Franz, sortì solo in parte gli effetti sperati, poiché un gruppo di nobili, colpiti dalle qualità musicali del giovane decisero di accordargli un vitalizio mensile che avrebbe permesso a Liszt di continuare gli studi presso un maestro che avrebbe saputo far fiorire le qualità musicali del giovane.

 

Vienna 1818-23:

Con questo spirito Adam Liszt si recò a Vienna con lo scopo di trovare un vero maestro al suo unico figlio. Ottenne l’incontro con Hummel, ma per ragioni finanziarie legate ai costi troppo alti delle lezioni dovette scegliere un maestro meno famoso ma che sarebbe stato ricordato negli anni come uno dei più grandi didatti del pianoforte, Carl Czerny, che subitò accettò di impartire lezioni a Franz e poco dopo non richiese più neanche i soldi delle lezioni, permettendo quindi alla famiglia di trasferirsi e vivere in maggior agio a Vienna. Per le lezioni di teoria invece Adam scelse il vecchio maestro Antonio Salieri che gli impartì lezioni di contrappunto e lettura della partitura, ed anche in questo caso senza pretendere nessun pagamento per le lezioni. Nonostante le lezioni con Czerny siano durate solo 14 mesi, i risultati furono eccezionali ed avrebbero lasciato sulla personalità musicale del compositore ungherese una traccia indelebile nonché una formidabile tecnica pianistica tanto da far esclamare al suo stesso maestro parole di grandissimo elogio. Proprio a questo periodo di intenso studio risale la prima composizione di Liszt, una variazione su un tema di Diabelli, parte di una più ampia pubblicazioni dedicata proprio al tema diabelliano commissionata a diversi compositori viventi allora in Austria.

Nonostante la ritrosia di Czerny, Adam volle mostrare non più solo a Vienna e all’Austria le eccezionali doti del figlio e dopo aver organizzato una serie di trionfali concerti nella città austriaca iniziò a programmare, poco dopo una visita a Beethoven, un nuovo concerto a Parigi, dando inizio così a quei viaggi che avrebbero visto l’arte ed il genio lisztiano diffondersi per tutta Europa.

 

Parigi 1823-37:

Lasciata Vienna il 20 settembre 1823 alla volta di Parigi, l’intera famiglia Liszt vi arrivò nel dicembre del 1823 dove immediatamente entrarono in contatto con Sébastien Erard, inventore ed innovatore della tecnica di costruzione del pianoforte che offrì a Liszt la possibilità di studiare su un nuovo strumento che permetteva, grazie alle sue innovazioni, un maggiore virtuosismo.

Rifiutato dal conservatorio di Parigi (con la scusa che non erano ammessi stranieri) Liszt trovò in Antoine Reicha e Ferdinando Paer due validissimi maestri per la teoria e per la composizione. Da queste lezioni nacquero svariati tentativi compositivi, tra cui l’unica opera del suo catalogo, Don Sanche, ou Le château d'amour rappresentata nel 1825.

Tra il 1824 ed il 1827 è un periodo ancora di grande studio e di viaggi, in particolar modo sono da ricordare i tre compiuti in Inghilterra che lo portano ad esibirsi davanti a Clementi, Ries e lo stesso Re Giorgio IV nel suo castello di Windsor. Fu proprio in Inghilterra che vide la luce lo Scherzo in sol minore, composizione armonicamente e stilisticamente già avanzata e preannunciante lo stile pianistico e compositivo del Liszt più maturo e sempre al periodo dei viaggi inglesi appartengono anche molti esercizi compositivi, tra cui due concerti per pianoforte e molta musica da camera, andati oggi perduti.

Ritornati a Parigi nell’agosto del 1827 dopo l’ultimo soggiorno londinese, durante una programmata vacanza a Boulogne-sur-Mer il padre di Liszt si ammala gravemente di febbre tifoidea e muore, un momento che Liszt ricorderà sempre come uno dei suoi più grandi traumi tanto da tornare solo molto raramente, anche in età avanzata, sulla tomba del padre.

Diventato il capofamiglia e costretto a vendere il suo Erard per far fronte ad alcuni debiti finanziari, Franz Liszt, pianista ormai di fama affermata, si proporrà come insegnante di pianoforte per poter mantenere se stesso e la madre. E’ in queste circostanze che nasce uno dei primi amori documentati, con la contessa Caroline de Saint-Cricq anch’essa diciassettenne e bruscamente interrotta dal padre di lei che non voleva avere un musicista come marito per la figlia. Questo fatto, seguito a breve distanza dalla perdita del padre, causò una seria crisi ed indebolimento fisico che lo portò a sparire dalle scene parigine per un lungo riposo durante il quale Liszt si dedica alla lettura, coltivando quella vena mistica già palesatasi anni prima nonché coltivando le amicizie di Victor Hugo e Alphonse de Lamartine, ma non tocca la penna sino almeno al 1830 (se non in un due brevi composizioni quali: Zum Andenken del 1828 e la prima versione della Grande fantaisie sur la tyrolienne de l’opéra la fiancée de Auber del 1829) quando la rivoluzione di Luglio gli ispirerà l’idea di una sinfonia di cui ci sono rimasti alcuni abbozzi. Da questi anni in poi stringe anche amicizia con alcune personalità musicali della Parigi dell’epoca come Chopin, Hiller, Alkan e Berlioz (di cui trascriverà la sua Symphonie fantastique diffusasi ancora prima della versione originale). Uno degli incontri più importanti sarà poi quello con Paganini durante il concerto dell’aprile del 1832 che lascerà nel compositore ammirazione e stupore e che gli permetterà di scrivere più avanti, nel 1838, i sei Etudes d’exécution transcendante d’après Paganini, fondamentale tappa sia per lo sviluppo della composizione pianistica nonché una delle vette della produzione compositiva lisztiana.

 

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